Prova: Ducati Multistrada 1200 S Touring

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Grazie alla collaborazione di Ducati Cusago abbiamo avuto l'occasione di mettere alla frusta la moto del momento: Ducati Multistrada 1200 S Touring.

Sulla carta la Multistrada è al top della sua categoria: motore testastretta 1198cc, parente dell'unità montata sulle supersport della casa di Borgo Panigale, 150cv a 9250 giri, 12,1 kgm di coppia massima a 7500 giri.

La versione che abbiamo provato è la versione più accessoriata: DTC, ABS, sospensioni Ohlins con regolazione elettronica su 4 impostazioni personalizzabili dall'utente in maniera abbastanza intuitiva. Questa ricchezza si paga: 18.900 € chiavi in mano.

Per provare se davvero questa moto mantiene tutto quello che promette, l'abbiamo portata su terreni a lei congeniali: tutti!

Autostrada, tranquille statali di fondovalle, strade di montagna e stradine  dissestate e dimenticate nei dintorni del Mottarone, tra il lago d'Orta e il lago Maggiore.

Ducati multistrada

Cruscotto MultistradaPartiamo da Cusago, in configurazione Urban (potenza limitata a 100cv, assetto morbido per affrontare le asperità della città): la moto risulta comoda, la postura regala un controllo ottimale e seppur con potenza limitata il motore spinge subito la moto a velocità ben oltre quelle consentite dal codice. Anche a basso regime il motore gira regolare e rassicurante, senza mai mettere in imbarazzo nelle ripartenze del traffico cittadino. La moto ha un raggio di sterzo elevato che consente di muoversi in maniera molto fluida tra le auto. L'unico problema riscontrato in questa fase è l'altezza della moto: per i piloti sotto  1.75 appoggiare i piedi a terra non è proprio immediato.

 

 


AutostradaImbocchiamo la milano laghi in direzione di Arona, impostando la configurazione  Touring: full power (150cv), sospensioni maggiormente rigide, erogazione comunque addolcita ai bassi regimi. Qui bisogna veramente stare attenti alla velocità perché ci vuole pochissimo a trovarsi oltre i 170km/h, anche in 6° (che dovrebbe essere una marcia di riposo) la spinta non manca mai. Nei viaggi lunghi si sente la mancanza di un regolatore di velocità che permetterebbe ogni tanto di rilassare il braccio destro e di risparmiare parecchi punti sulla patente :).
La protezione aerodinamica è sufficiente, e risente poco della variazione di velocità, ma con il plexi tutto alzato la rumorosità sul casco è elevata, ed alla fine del giro di insetti sulla visiera ne sono rimasti parecchi.
Le frecce sui paramani sono più visibili rispetto ad una soluzione tradizionale.

 

 

 

 

Piega 1 E finalmente il terreno di caccia ideale per questa moto: le stradine dell'alto Vergiate e la salita al Mottarone. Configurazione Sport: 150cv, erogazione piena, sospensioni rigide per sentire meglio la strada… Eccome se si sente! La moto diventa ancora più reattiva, l'erogazione bella rabbiosa, la velocità cresce… e i vostri compagni di viaggio spariscono dagli specchietti! In mani esperte questa moto è un'arma efficacissima, ed è calzata da gomme all'altezza di tutta questa potenza. La frenata risulta potente e modulabile all'anteriore, ma quasi inesistente sul freno posteriore. zoom piegaLa luce a terra è più che sufficiente a concedere pieghe di tutto rispetto ed il controllo di trazione aiuta a limitare le occasionali derapate di potenza in uscita delle curve più strette. L'assetto sport risulta addirittura un po' troppo secco sulle nostre strade disastrate, tanto da farmi preferire l'assetto touring in certi momenti, ma questo è un peccato veniale visto che è possibile modificare la risposta delle sospensioni personalizzandole secondo propri gusti ed il proprio peso con pochi click sul blocchetto di sx.

 

 

 

Ma allora è nata la moto ideale? Quasi. Qualche difetto di gioventù la moto ce l'ha: il freno posteriore ha scarsissimo mordente: o non si sente oppure, quando inizia a frenare, interviene subito l'ABS; il cavalletto centrale interferisce con il tallone impedendo di trovare la posizione ideale in sella, oppure, se ci si appoggia, finisce per strisciare anticipatamente sull'asfalto; il manubrio a mio avviso un po' troppo largo e porta ad aggrapparsi leggermente nelle curve più strette, facendo perdere precisione nella conduzione della curva; la sella è appena troppo larga e si fa sentire sulla coscia per i più bassi (ma è disponibile una sella bassa come optional).

In conclusione, la Multistrada è una moto che soddisferà chi, volendo una moto di indole sportiva, non vuole rinunciare al confort offerto dal manubrio alto, ma di sicuro non è una moto per tutti: la potenza e l'erogazione del motore richiedono un buon polso per essere addomesticate, e la facilità con cui si raggiungono velocità elevate consiglia di viaggiare con il cervello sempre collegato.


Claudio, che mi ha accompagnato in questa prova, aggiunge:


Piega 2Mi associo quasi completamente con quanto detto da Alessandro, la Multistrada mi è piaciuta moltissimo.  La comodità di poter scegliere ed anche ritararsi a piacimento le mappature ed i relativi assetti è senza dubbio una gran cosa anche se ho il sospetto che mi ritroverei molto spesso, quasi sempre, con la mappatura Sport. Mi sono piaciute molto la capacità di questa moto di scaricare a terra la pur elevatissima potenza senza incertezze rimanendo sempre molto precisa, l'ottima frenata dei dischi anteriori e le ottime sospensioni. Solo il freno posteriore pressochè inesistente è a mio parere un vero difetto, il cavalletto, peraltro facilmente modificabile è, per me, un peccato veniale. Il manubrio per me va bene così.
Piega Nelle giuste mani la Multistrada è in grado di percorrere i nostri passi a ritmi difficilmente avvicinabili da altre moto eppure consente di passeggiare in assoluta tranquillità e con un livello di confort ottimo. Già questo mi fa pensare che Ducati abbia fatto decisamente centro.
Attenzione però a restare sempre con il cervello ben collegato quando sarete in sella, la rapidità con cui l'ago del contachilometri sale tra una curva e l'altra e la facilità di guida possono portare molto facilmente ad esagerare. Decisamente moto per motociclisti dotati di autocontrollo.

Profilo Autore: pradu

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