Prova BMW R 1200 S

PDF

In occasione di un momentaneo appiedamento dovuto al cambio moto (ho venduto la vecchia ed attendo la nuova), ho approfittato della squisita gentilezza di una centaura piemontese per provare la BMW R 1200 S.

 

Conoscevo già la moto, utilizzata anni fa per alcuni turni in pista a Vairano ma, si sa, la strada è un’altra cosa.

 

Il percorso affrontato per l’allegra sgroppata prevedeva autostrada, misto stretto con fondo sporco (ghiaino e umido) ed infine un misto veloce, ricco di curve, con fondo ottimale e temperature miti (w la Liguria d’inverno).

 

 

Clicca per vedere immagine ingrandita    Clicca per vedere immagine ingrandita

 

Di seguito le mie impressioni:

 

Posizione in sella: caricata in avanti ma non in maniera eccessiva

 

La posizione è indubbiamente più indicata per la guida sportiva, con pedane sufficientemente arretrate, manubrio non troppo ribassato ed ampio quanto basta. Bisogna però “crederci”, arretrando sulla sella, contraendo un po’ gli addominali (ammesso che ve ne siano) e cercando di non caricare troppo peso sugli avambracci.

Nella guida più rilassata (tipo il trasferimento autostradale) la postura un po’costretta causa qualche indolenzimento di troppo.

La protezione aerodinamica è bassa, a meno che non ci si sdrai a dovere soffrendo un po’.

 

 

Clicca per vedere immagine ingrandita                    clicca per ingrandire l'immagine

 

Motore ed erogazione: gustoso e pastoso.

 

Il motore si avvia a freddo con qualche scuotimento di troppo ma si regolarizza subito e frulla preciso.

L’erogazione è molto lineare, con una buona spinta fin dai regimi più bassi. E’ sufficiente snocciolare le prime tre/quattro marce per poi dimenticarsele in fretta; si può guidare infatti in assoluta scioltezza, spalancando il gas partendo da pochi giri anche in quinta o in sesta. Del cambio si può fare quindi un uso limitato, concentrandosi invece su altro. L’allungo è notevole rispetto ai vecchi boxer ma è inutile insistere troppo in alto.

 

 

Cambio: preciso e diretto.

 

Nulla da segnalare di negativo se non qualche indecisione nel ricercare la folle da fermo. Anche nell’uso più sportiveggiante non accusa mai alcuna imprecisione.

 

Sospensioni: da capire e poi amare.

 

Tutto facile in apparenza; grazie al Telelever, vera pietra miliare di mamma BMW, l’assetto è neutro, non ci sono affondamenti evidenti in staccata e tutto viene subito facile, ma attenzione a non esagerare. Se il fondo non è pulitissimo potreste accorgervi troppo tardi di una perdita d’aderenza che non avevate percepito per tempo. Niente di allarmante perché la moto dopo l’eventuale scarto, riprende la propria traiettoria ma la fermezza in certi casi e d’obbligo. Dietro tutto bene: Ohlins è una garanzia e la rigidità della risposta alle sollecitazioni nella guida sportiva non è certo un difetto. Peccato solo che nel turismo alla voce comfort manchi qualcosa.

 

Freni: buona la potenza frenante a disposizione.

 

E’ inutile stressarli troppo potendo contare anche su di un efficace freno motore. L’azione dell’ABS non è mai troppo invadente.

 

Dotazioni: c’è tutto quello che serve.

 

L’esemplare in prova era dotato di sospensioni doc (made in Sweden al posteriore), ABS, manopole riscaldabili. La lista degli accessori è poi molto ricca per ritagliarsi in base alle proprie esigenze la moto su misura.

Bella la strumentazione, di immediata e facile lettura grazie al fondo bianco. Particolarmente ad effetto la retroilluminazione rossa, regolata da un sensore di luminosità.

 

clicca per ingrandire l'immagine                     clicca per ingrandire l'immagine

 

I comandi BMW sono da studiare un po’ ed il colpo di clacson al posto della freccia a sinistra è garantito le prime volte. In compenso la razionalità teutonica fa sì che anche con guanti invernali tutto venga facile.

Molto utile il comando separato del computer di bordo, poso sul blocchetto sinistro, che consente di scorrere con facilità le informazioni salienti.

Stona però la mancanza del livello carburante, preferibile all’indicatore di autonomia residua che scatta invece con la riserva.

 

 

La guida: muoversi è fondamentale.

La moto è assolutamente stabile e neutra ma di certo non brilla per prontezza ed agilità.

E’ indispensabile guidare di corpo, forzando la spinta sulle pedane ed accentuando con il busto la discesa in piega. Nei pif-paf non è un fulmine ma lavorando un po’di braccia se la cava comunque bene. A fronte di queste critiche c’è da sottolineare un grande pregio: una volta impostata la traiettoria ideale è come viaggiare sui binari. Assoluta è la precisione in percorrenza di curva e veramente degna di nota la sicurezza che infonde pennellando le curve. Sì, è forse proprio questo il modo migliore di condurla: pennellare. Evitare quindi di brutalizzarla troppo, cercare sempre la fluidità nei movimenti che, seppur decisi, devono essere improntati comunque all’armonia.

Inutile forzare il cambio con eccessive scalate, entrando troppo su di giri e aggredendo le curve. Bisogna lasciarla correre e fidarsi della risposta sincera e puntuale che la moto sa offrirci.

Il raggio di sterzo è un po’ limitato.

 

clicca per ingrandire l'immagine                     Clicca per ingrandire l'immagine

Concludendo:

 

questa moto può soddisfare i vostri appetiti sportivi, mantenendo l’esclusività e l’originalità tipica della casa bavarese. Con qualche sacrificio inoltre può adattarsi ad un uso polivalente, pur senza essere considerabile come mezzo da turismo. Il carattere del boxer è piacevolissimo e la sicurezza percepita è notevole.

Profilo Autore: Mandrogno

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Non ha ancora una presentazione.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

joomla template

ASSOCIAZIONE SPORTIVO - CULTURALE RUOTE IN PIEGA

Via G. Washington 54 20146 Milano

C.F. 97482900152