In off sulle Alpi Francesi
Scritto da maury
Quando si parla di fuoristrada le prime cose cui si pensa sono il fango, la fatica e lo sporco.
Fortunatamente un giro in “off” (come in gergo viene chiamato) può essere anche altro che non ritrovarsi a sera stanchissimi e ricoperti di fango da capo a piedi: può essere una piacevole alternativa ad un percorso stradale e farci scoprire paesaggi stupendi, molto vicino a noi e che il più delle volte restano sconosciuti e nascosti.
E’ il caso dei “nostri” giri, fatti di puro divertimento, di amicizia e di un po' di spirito di avventura.
Voglio raccontarvi di un fine settimana passato tra i boschi e le vette francesi.
Come in ogni viaggio che si rispetti, si inizia col famigerato trasferimento, i km di autostrada necessari per arrivare all’inzio del giro vero e proprio. L’appuntamento è al casello di Avigliana est, in piena Val Susa, alle spalle di Torino.
Siamo tutti e cinque puntuali e velocemente ci spostiamo a Susa, il centro principale della Valle, dove dopo una salita ripidissima, fatta di tornanti stretti, inizia il vero e proprio tragitto off-road.
Ci troviamo all’imbocco della famosa strada sterrata del Colle Delle Finestre (così chiamata perché è una vera finestre tra due valli), una strada larga, veloce e semplice, percorribile con qualsiasi moto, anche stradale, e che proprio per questo richiede tutte le attenzioni di una vera e propria statale, con autovetture, mountain bike e pedoni.
In cima si gode di un paesaggio incredibile che, come dicevo all’inizio, se ci si limita all'asfalto rimane invisibile.
Ora si scende un poco verso valle per poi risalire nuovamente verso il colle Dell’Assietta, altro sterrato semplicissimo con panorama unico, che ci porta a circa 2400m di altitudine.
Scendiamo velocemente lungo le vaste piste da sci che in questo periodo si trasformano in larghe strade che terminano a Salbertrand , nei pressi di Salice D’Ulzio; un po’ di benzina e poi di nuovo in salita lungo un fitto bosco che si dirada velocemente, facendo largo ad imponenti monti; è tutto un dedalo di strade sterrate, alcune vietate (ed è bene rispettare tali divieti , sia per noi ma soprattutto per l’ambiente che ci ospita), altre libere, che sembrano salire dirette verso le cime di questi monti.
Nel frattempo comincia a farsi sera, bisogna trovare un posto per dormire!
Arriviamo ai piedi di una chiesetta alpina, con vicino una stalla ed un bellissimo laghetto: siamo arrivati al lago nero , ai piedi del rifugio Capanna Mautino. E’ un posto incantevole, stupendo per passare la notte... prepariamo le nostre tende al bordo del laghetto, ci rilassiamo un attimo prima di recarci al rifugio per la cena.
La serata passa in un baleno, intorno ad una tavola dove regna sovrana l’allegria ed un fortissimo legame di amicizia, immancabilmente accompagnato da un buon vino, tanto dopo cena ci attendono il sacco a pelo ed un cielo stellato. La notte in tenda passa veloce ed all’alba siamo già tutti svegli (grazie al sole che filtra in tenda;) ad osservare il levare il sole; ci rimettiamo in marcia verso le 7.30; a quest ’ora i monti sono ammantati da un’atmosfera surreale, un colore dorato li ricopre completamente.
Arriviamo al confine francese di Monginevro, dove facciamo colazione ed aspettiamo altri 2 ragazzi che si uniscono al gruppo. Adesso siamo in 7 .
Ripartiamo per Briancon. Appena superata la città fortificata, inizia una lunga strada sterrata che passa parallela alla statale N94 di Embrun.
Qui il paragone tra la statale e il nostro percorso è veramente impari: costeggiamo vette, lunghi prati che si alternano a boschi, cascate naturali, il tutto non al di sotto dei 1800-2000 metri: un panorama favoloso. Lungo la statale non avremmo mai scoperto ciò che si cela pochi km più in là e che ci si svela qiando scolliniamo: dall’alto si vede il Lago Serre Poncon, uno spettacolo incredibile.
Dobbiamo scendere ad Embrun per il pranzo: un panino per noi e benzina per le moto, una bevanda fresca e poi via di nuovo verso i monti.
Costeggiamo a valle il famoso colle della Bonette, e subito dopo si risale lungo una larghissima pista da sci con tanto di seggiovia sopra le nostre teste, anche in questo caso le strada è larga, semplice e percorribile anche dai meno avvezzi al fuoristrada; si procede piano, lo spettacolo è unico e vale la pena di goderselo fino in fondo.
E' ora di salire verso il famoso tunnel del Parpaillon, galleria lunga un centinaio di metri che attraversa il monte, un passaggio obbligato per passare da una valle ad un’altra a quota 2600 metri.
Troviamo subito un piccolo campeggio, montiamo le tende, doccia veloce e poi in paese, per la meritata cena.
Auron è una vera sorpresa, borgo piccolo ma con molta vita, tanti locali, capitiamo in piena festa del paese, il giusto completamento di una giornata speciale.
Arriva infine la domenica, bisogna ritornare. Ci dirigiamo (su strada questa volta) verso Isola per la colazione.
Si risale verso il Colle di Lombarda, molto bello ma molto, troppo traffico, forse non ci eravamo più abituati.
Rientriamo in Italia, ma ci resta ancora un tratto in mezzo ai monti da fare, come antipasto per il pranzo: saliamo verso il Colle di Fauniera e una volta arrivati sul Colle Valcavera si apre dinanzi a noi una vallata maestosa che porta al rifugio Gardetta. Il tempo si è fatto un po’ cupo e fresco ma nessun problema, si procede diritti sino al rifugio ed è il momento per una meritata polenta concia e bagna cauda…
Ripartiamo, scendiamo a valle verso Busca: è il momento, ahimè, di salutarci.
Sono stati tre giorni intensi, passati troppo in fretta, ma senza dubbio ci ritroveremo presto e ripeteremo altre avventure fatte di amicizia, allegria e tanto, tantissimo divertimento.








